Eravamo alla ricerca di un argomento che potesse rappresentare un buon motivo per la stesura del classico appuntamento con La Domenica di GE. Dopo ore spese a pregare ogni divinità (conosciuta e non) affiché si accendesse nella nostra mente la famosa lampadina, ecco spuntare finalmente un’idea: in questo editoriale vi parleremo di Xposed Framework! Andremo a spiegarvi di cosa si tratta, parleremo della storia di questo ramo del modding, di quali sono le alternative più valide e, soprattutto, del motivo per il quale si sceglie di usarlo.

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Bene, andiamo per gradi e, come direbbe Marzullo, poniamoci alcune domande alle quali cercheremo poi di rispondere in maniera semplice e chiara.

    – Che cos’è?

Xposed Framework è un particolare tipo di applicazione che, una volta installata sul nostro dispositivo, andrà a modificare il file app_process in modo da creare in quest’ultimo un collegamento ad un altro file JAR (Java Archive). Detto in soldoni: Xposed aggiungerà al suddetto file di sistema una sorta di “link” che richiamerà un archivio Java in grado di modificare ogni aspetto del nostro sistema.

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Ok! Allora basta installare Xposed per poter moddare a piacimento la nostra ROM?

Diciamo di no, Xposed preso così è fine a se stesso e non ha nessuna particolare funzione di personalizzazione: il suo compito è quello di mettere in condizione il sistema di leggere i moduli (JAR) che poi andremo ad installare successivamente.

Le possibilità date da questi ultimi sono davvero tante: potremo infatti  modificare radicalmente la UI di sistema o aggiungere comode funzioni che potranno agevolare notevolmente l’utilizzo quotidiano del nostro dispositivo. Uno tra quelli più conosciuti e più installati è certamente GravityBox, un modulo che ha visto l’inizio del proprio sviluppo parallelamente al vecchio Android 4.1: al suo interno troviamo una marea di funzioni che vanno dall’aggiungere dei dati nella Status Bar (visualizzazione della data, download e upload etc), alla possibilità di aggiungere dei toggle nella parte alta della tendina della notifiche. Facile capire a questo punto, il perchè di tanto apprezzamento nei confronti di questa applicazione: l’aver aperto le porte a tanti developer è risultata un mossa vincente perchè il tutto potesse avere un senso e un seguito.

      – Un pò di storia

Adesso che ci siamo chiariti le idee su cosa sia Xposed Framework, facciamo un tuffo nel passato ripercorrendo insieme la storia che ha portato quest’app ad avere il meritato successo ordierno.

Era l’anno 1942 e Miss Italia era contenta di rimanere a casa mentre gli uomini andavano in guerra..

Hmmm no! La nostra storia comincia un po’ di tempo dopo, precisamente nel 2013, quando lo sviluppatore Rovo89 diede ai tanti smanettoni androidiani un modo di vedere il modding in maniera totalmente diversa. Il concetto era molto semplice: ”perché rinunciare alla Rom stock per aggiungere funzioni al proprio smartphone?

Da questa idea, peraltro trattata in maniera approfondita in un nostro precedente editoriale, partì il percorso che, come vedremo tra qualche riga, non fu privo di ostacoli ai quali però lo sviluppatore, come un eroe dei giorni nostri, seppe far fronte nel migliore dei modi.

Rovo89 fece il suo debutto con un thread su XDA, il più grande forum dedicato ai developer. Il modding a quei tempi non era ancora alla portata di tutti ed eseguire il flash di una Rom poteva spesso risultare complicato e, il più delle volte, rischioso. L’intento di questo apk era proprio quello, semplificare la procedura e far sì che anche un utente alla prime armi potesse buttarsi in questo infinito mondo. In quegli anni la CyanogenMod era la regina indiscussa e riuscire a spodestarla dal suo trono sarebbe stata sicuramente un’ardua impresa.

Per fortuna però le cose andarono nel verso giusto: lo sviluppo del Framework  proseguì senza intoppi e riuscì ad attirare un buon numero di developer, che rilascianono i primi moduli compatibili. Rovo89 aprì le porte ad una personalizzazione del sistema ancora più profonda e mai vista prima d’ora: gli utenti non poterono che essere entusiasti!

Quando tutto sembrava procedere per il meglio, ecco che arrivano le prime difficoltà: l’avvento di Android KitKat 4.4 e la conseguente introduzione della nuova macchina virtuale ART (in sostituzione di Dalvik), furono le prime avvisaglie di una catastrofe imminente. In un primo momento, infatti, grazie alla possibilità data dal sistema Android di scegliere quale runtime utilizzare, Rovo89 proseguì lo sviluppo di Xposed aggiungendo solo una piccola avvertenza che avvisava gli utenti di continuare ad utilizzare Dalvik, pena il bootloop dello smartphone.

Come era lecito aspettarsi, Lollipop diede il colpo di grazia: l’azienda Californiana modificò profondamente le basi del robottino verde, già dalla Developer Preview, a vantaggio della nuova runtime ART; al Google I/O del 24 giugno 2014 venne presentata la major release Android L come un qualcosa di rivoluzionario e che avrebbe portato dei vantaggi notevoli in termini di usabilità di tutto il sistema. Ciò però non venne visto di buon occhio da alcuni sviluppatori, Rovo89 incluso, che avevano basato il frutto delle loro fatiche interamente su Dalvik. Fu proprio il creatore di Xposed che in un post sul proprio profilo Xda dichiarò che il progetto sarebbe potuto terminare con l’ultima versione disponibile per KitKat.

“I haven’t seen any final version of ART yet, all just beta and preview versions. Even the version included in the latest emulator image (labeled “Android 5.0 / API 21”) is at least a month old, or at least didn’t include some of the commits of the master branch. Speaking of source code: It’s still changing a lot. I wasn’t able to build libart.so from source for the emulator as the included commit range is unclear (actually their Lollipop branch might be different from master, so knowning a date might not be enough). It’s pretty hard to shoot such a fast-moving target. I hope that once a final version is out and the source code for is published (with a proper branch), changes will slow down a bit – and hopefully, vendors will use it pretty much unmodified.”

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ll problema era più grande del previsto e Rovo89 si trovò costretto a dover chiedere aiuto ai propri sostenitori: c’era bisogno di un utente/cavia che mettesse a disposizione il proprio device fungendo da beta tester (e forse anche alpha dato il rischio), provando di volta in volta l’apk messo a disposizione dallo sviluppatore.

E arriviamo finalmente all’anno 2015: è precisamente il 13 febbraio quando dall’oscurità più totale si inizia a intravedere un fievole barlume di speranza. Rovo89, per la gioia di tutti noi smanettoni, comunica, come sempre tramite un thread, di esser riuscito ad aggirare l’ostacolo ART e l’imminente rilascio della nuova “mod delle mod”.

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La rete impazza, tutti possono riprendere l’utilizzo del tanto amato Xposed Framework. Beh,  forse non proprio tutti dato che, continuando la lettura del thread, veniamo messi al corrente del fatto che si tratta di appena un’alpha e, come se non bastasse, compatibile solo con lollipop 5.0. Insomma, una prima versione disponibile a tutti ma alla portata solo dei più temerari.

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Passano i mesi e nel frattempo viene presentata da Google una nuova release del Robottino Verde: è la volta di Android M che durante l’evento di San Francisco fa la sua comparsa mostrandosi al pubblico ricca di interessanti novità. La domanda nasce spontanea: Rovo89 riuscirà a rendere compatibile la propria applicazione anche per questa nuova versione?

Domanda alla quale abbiamo avuto risposta nella giornata di ieri:

Xposed version 76 is here with support for Android 6.0 Marshmallow. Xposed creator and XDA Rockstar rovo89 has been hard at work in order to bring the amazing capabilities of Xposed to Marshmallow, and despite Android 6.0 being a big upgrade, rovo89 braved the complications and now has an updated framework that supports most of what you’ll need.” 

Come si evince dal comunicato, Rovo89 ce l’ha fatta ancora una volta rilasciando una nuova versione della sua applicazione compatibile con Android Marshmallow. Come al solito però, almeno per ora, l’installazione e il suo relativo utilizzo sono consigliati solo ad utenti esperti ed in grado di risolvere eventuali problemi, crash o riavvii inaspettati. Nel caso foste dei temerari, vi lasciamo il link al download qui sotto:

XPOSED ANDROID MARSHMALLOW DOWNLOAD

xposed android 6.0 marshmallow

Arrivati alla fine di questo viaggio possiamo sicuramente trarre qualche considerazione, cercando di analizzare i motivi che hanno portato questa mod ad essere utilizzata dalla quasi totalità degli smanettoni Android.

Qual è il primo ingrediente per ottenere un’app di successo?

Sicuramente la facilità di utilizzo.

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Per installare Xposed, infatti, avremo solo bisogno di un po’ di conoscenza in materia e dei permessi di root, stop, punto, nient’altro. Non dovremo litigare con recovery modificate o con enormi pacchetti zip e connessioni lente: ci basterà installarla come una qualunque altra applicazione e, successivamente, scegliere quale mod utilizzare. Rovo89 ha capito perfettamente che l’adozione di una soluzione modulare consente all’utente finale di installare solo quello di cui ha realmente bisogno, alleggerendo in questo modo tutto il sistema operativo. Se a questo aggiungiamo poi il fatto che Xposed Framework non ha bisogno di reset dei nostri dati, è facile capire il motivo che ha spinto tanti utenti a preferirla a qualunque Custom ROM.

In questi ultimi anni, infatti, abbiamo visto come la stock pure Google sia diventanta molto più affidabile e performante rispetto al passato, spingendo sempre più gli appassionati a prendere una direzione leggermente diversa da quella di qualche anno fa. Oggi si ha bisogno di qualche funzione e non si è disposti ad installare una custom Rom, in quanto la stock rapresenti tutto ciò che ci serve. Questo cambio direzionale è dovuto anche alla ricerca ossessiva di un firmware scarno, ben ottimizzato e che consenta di raggiungere tante ore di schermo attivo, quindi un ottima autonomia. In tutto questo Xposed Framework di Rovo89 gioca un ruolo fondamentale andando ad accontentare un pò tutti: dando l’opportunità a chi cerca personalizzazioni da un punto di vista funzionale o desidera modififcare semplicemente la UI del proprio device con pochi e semplici passi e senza fare a meno del tanto amato firmware stock.

Siamo allora di fronte alla mod definitiva? Ovviamente no! Anche Xposed ha le sue pecche. Quella più grave è sicuramente rappresentata dai problemi che si possono creare in fase di utilizzo.

In conclusione, il lavoro di Rovo89 è sicuramente destinato a rimanere una pietra miliare nel mondo del modding pur non essendo la soluzione definitiva.

La scorsa settimana vi abbiamo parlato delle startup Italiane e nel sondaggio vi avevamo chiesto un vostro parere in merito. La maggior parte di voi ha votato per la seconda opzione evidenziando tanta buona volontà da parte delle nostre startup ma uno scarso aiuto da chi di dovere.

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Oggi vi domandiamo invece qual è il metodo che utilizzate per aggiungere funzioni al vostro smartphone o comunque quello che reputate più affidabile; ricordatevi che tutte le vostre opinioni (commenti compresi) sono davvero importanti, una buona domenica a tutti!

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Stefano Cau

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Stefano Cau
Ex studente della facoltà di Informatica e Comunicazione Digitale ed appassionato da sempre al mondo della telefonia, in particolare Android ma non disdegno gli altri OS. Seguo le news 24h su 24 per restare sempre aggiornato e perchè è bene ricordarsi che "il mondo dell'informazione non dorme neanche la notte".