Dicembre 3, 2021

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In Italia i dipendenti sono arrabbiati per il dovere di lavoro della tessera sanitaria

L’Italia venerdì è diventata il primo paese europeo a imporre un lasciapassare sanitario a tutti i dipendenti pubblici e privati ​​per combattere l’epidemia di Govt-19. 23 milioni di persone sono state colpite, ma alcune sono contrarie e potrebbe rallentare la ripresa.

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Quasi l’8% dei dipendenti pubblici in Italia non è vaccinato, più del doppio nel settore privato. Per mettersi al lavoro, a partire da venerdì 15 ottobre, il personale è ora obbligato a presentare un test negativo al governo o a farsi vaccinare. La mancata fornitura di un pass sanitario non comporterà una rinuncia al divieto, ma potrebbe comportare la cessazione della retribuzione o una multa. Parte del personale è rientrato, così come lo sono i porti in Italia dove la percentuale di non vaccinati è alta. “Basta!, Christian, operatore del porto di Trieste. Non ha senso dirtelo ora – non voglio rovinare la sorpresa. Chi ha una piccola spina dorsale non si appoggia, non si piega, non credo“, Lui spiega.

“Io, non lascerò che accada, perché è un ricatto, è contro la mia libertà”.

Christian, operatore porto di Trieste

a Francispo

Gli scioperi di cui parla Christian si stanno anzi moltiplicando. I sindacati hanno chiesto al governo più tempo o di intervenire sui test. “I test dovrebbero essere gratuiti per i lavoratori, Dice Gianna Froscazi, vicepresidente della Federazione generale dei lavoratori. Ciò eviterà ulteriori divisioni nel mondo del lavoro.

In alcuni settori, come i trasporti, i datori di lavoro si preoccupano delle loro prestazioni e alla fine pagano i test. Il ministro del Lavoro italiano Andrea Orlando ritiene che una decisione snatura il messaggio. “Voler calmare le cose è fantastico, ma rendere il test gratuito è come dire “chi è stato vaccinato ha torto”. Il dovere annunciato un mese fa ha avuto un effetto: ha aumentato la percentuale di persone vaccinate dal 75 all’80% di età superiore ai 12 anni.