Signori e signore benvenuti a una nuova ed emozionante puntata de La domenica di GE! In un mondo in cui gran parte di tutto ciò che usavamo da piccoli è diventato ipertecnologico, come macchine fotografiche, libri e case, che alcune volte diventano veri fiori all’occhiello di domotica, ormai non si può più fare a meno di legare la parola “smart” a qualsiasi cosa. Computer, smartphone e tablet diventano ogni giorno più potenti e no, nonostante le apparenze, non abbiamo intensione di propinarvi un bel “pippone” su quanto fosse bello quando i rapporti non venivano filtrati da device, social network, ecc ecc. Ciò che realmente ci interessa è quando un dispositivo semplifica la vita di tutti i giorni e quando invece si rivela soltanto un “giocattolo” costoso.

Con la fine del Mobile World Congress 2015, nella gara tra i device che hanno attirato maggiormente l’attenzione, gli smartwatch con a bordo Android Wear si sono piazzati a pieno titolo sul podio. Quello che spicca per eleganza è l’Huawei Watch che, con una vasta scelta di cinturini e colori, si pone come ottimo compromesso tra funzionalità e bellezza del design [leggi: Arriva lo Huawei Watch: lo smartwatch di classe e Huawei Watch VS Moto 360: il confronto delle dimensioni e caratteristiche]. Ma i veri protagonisti del MWC 2015 sono stati l’LG Watch Urbane e l’LG Watch Urbane LTE [leggi: LG Watch Urbane: interamente in acciaio]. Definiti come i migliori watch dell’evento, sono stati assegnati a questi ben nove premi da diverse testate giornalistiche di primo piano. I due gioiellini sono pronti a farvi venire l’acquolina in bocca, essendo il primo caratterizzato da un design classico e la versione LTE dalla possibilità di pagamento tramite NFC e dalla batteria più potente del settore.

L’interesse che questi device hanno generato dalla presentazione dello stesso Android Wear fino al MWC 2015 è indiscutibile, dando vita a un vero e proprio effetto “WOW, che gran figata!!” che ha interessato davvero tutti, dai più grandi appassionati del settore a quelli che ne hanno sentito parlare solo per caso. Quindi, da brava tecnofila che si rispetti, non posso fare a meno di guardare questi dispositivi con occhi a cuoricino e rivolino di bava alla bocca. Ma la domanda che nasce spontanea è: mi serve davvero uno smartwatch?  

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Se, ad esempio, eravate intenzionati a un suo acquisto per limitarvi a scopiazzare durante gli esami ho una brutta notizia per voi! Infatti è già da un mese che, per evitare orde di furboni incalliti, questi e, per sicurezza, tutti gli orologi sono stati vietati nelle università britanniche, mentre aspettiamo che l’ora giunga anche per noi italiani [leggi: Università Britanniche: niente smartwatches durante gli esami].

Qualche giorno fa, invece, durante una passeggiata incontrai un mio amico di vecchia data e, tra una chiacchiera e l’altra, mi raccontò del suo recente acquisto. Un appetitoso smartwatch era il suo grande vanto ma, parlando di quanto gli fosse utile, non potetti fare a meno di notare che all’altro suo braccio portava ancora un orologio analogico. Dunque, quanto è facile abituarsi a uno smartwatch? Oppure, quanto è difficile abbandonare le vecchie abitudini? E la durata della batteria, decisamente più esigua, è un ostacolo troppo grande da superare?

Guidati da queste domande e soprattutto da un’irresistibile curiosità, abbiamo deciso di raccontarvi l’esperienza di un membro del nostro staff convertitosi alla filosofia smartwatch e possessore del device a nostro parere più interessante attualmente sul mercato. Stiamo parlando dell’LG G Watch R, caratterizzato da un processore Snapdragon 400 quad core da 1,2 GHz, 4GB di memoria interna e 512MB di RAM.

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Nonostante qualche ovvia difficoltà iniziale ad abituarsi al nuovo dispositivo, questi ha presto reso lontano il ricordo di un normalissimo orologio analogico. Grazie al suo schermo Amoled, che comunque non pecca in presenza di sole forte, il G Watch R può vantare un display sempre acceso, senza inficiare troppo nel consumo della batteria. Ma la comodità gwrgnowdi indossare uno smartwatch montante Android Wear, e quindi una vera e propria estensione dello smartphone, è sicuramente l’elemento principale che lo rende così allettante. Inviare messaggi, prendere appuntamenti, impostare sveglie, accendere la macchina [leggi: Hyundai rilascia aggiornamento Blue Link] e molto altro risulta essere decisamente più comodo senza dover cacciare il telefono dalla tasca (soprattutto se si dispone di un praticissimo phablet). Inoltre, essendo caratterizzato da un cuore soffice e cremoso aromatizzato a Google Now, il nuovo device ha potenzialità infinite, soprattutto adesso che l’assistente targato BigG ha iniziato ad aprirsi ad app di terze parti. Vi immaginate quanto sarebbe bello cercare l’orario dei treni usando l’orologio e avere le informazioni “a portata di polso” per tutto il tempo che ci occorre? Sicuramente chi è costretto a viaggiare per lavoro o per andare all’università può stimarne facilmente i vantaggi.

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D’altra parte stiamo sempre parlando di un sistema operativo molto acerbo e non è raro che spesso riporti un errore. Alcune volte ad esempio, durante l’invio di un messaggio, dopo averlo recepito e aver riconosciuto correttamente ogni parola, può mostrare l’avviso “si è verificato un errore imprevisto” nel tentativo di inviarlo. In aggiunta, molte funzioni non sono ancora ben implementate. Infatti è possibile visualizzare gli appuntamenti dell’agenda ma non aggiungerne di nuovi. Ma il difetto più grande è l’accesso a Google Maps. Benché si visualizzino bene le mappe sul watch, chiedendo indicazioni stradali direttamente a questi, si è obbligati dalla schermata riportata di seguito a concedere prima l’accesso da smartphone.

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Inoltre, essendo il device caratterizzato da un display capacitivo, quando questo viene bagnato impazzisce e prende comandi a caso, sebbene sia impermeabile. Nonostante ciò speriamo che tale problema non sia presente nell’Huawei Watch, caratterizzato da uno schermo in vetro zaffiro, e che diventi solo “acqua passata” (l’avete capita?! :D).

In conclusione, tenendo bene in conto quanto gli smartwatch e Android Wear siano giovani ed acerbi, ci possiamo ritenere sodisfatti di questi dispositivi. Così come Roma non è stata costruita in un giorno, noi non pretendiamo da subito delle performance eccellenti. È però al di fuori di ogni dubbio che questi si siano rapidamente impossessati di tutta la nostra attenzione, mostrando delle potenzialità che prevediamo e speriamo siano infinite. E voi cosa ne pensate degli smartwatch? Sono utili o ancora dei device troppo giovani? Fateci sapere la vostra opinione in un commento qui sotto! Buona domenica e ricordate…Stay Pure!

La scorsa settimana vi avevamo chiesto se Android 5.1 sarebbe stato capace di risolvere tutti i bug di Lollipop. La maggioranza ha affermato di fidarsi della cara e amorevole mamma Google.

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Ed ecco il nuovo sondaggio: a fronte di quanto detto sopra, quanto ritenete sia effettivamente utile uno smartwatch? Rispondete qui sotto ed argomentate nei commenti!

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Ipazia
Salve ragazzi! Mi chiamo Sara e anche se non appartengo al mondo Nexus da molto per noi è stato un amore a prima vista! Spero che gli articoli vi piacciano e ricordate...Stay Pure! Bad Wolf