Abbiamo già parlato di diversi argomenti trattati durante il Keynote del Google I/O di quest’anno, come Lensle sue integrazioni con i servizi di BigG e ovviamente Android O.

Alcune novità, come nuova versione “lite” di Android, chiamata Go, sono più evidenti per il semplice utente che si avvicina al robottino verde, ma Google ha lavorato anche ad altri cambiamenti, ben nascosti sotto il cofano.

A Mountain View hanno avuto un occhio di riguardo per gli sviluppatori, che adesso avranno a disposizioni nuovi strumenti di sviluppo e soprattutto un nuovo linguaggio da poter utilizzare, Kotlin.

Android Studio 3.0: più veloce, più potente

La versione 3.0 di Android Studio, l’ambiente di sviluppo pensato apposta per il nostro caro Android, è già disponibile al download in versione Canary (appena in tempo per il Google I/O) e ha tre grosse novità da offrire:

  • Una nuova suite di strumenti per monitorare le performance delle app e individuare eventuali problemi
  • Supporto a Kotlin
  • Maggiore velocità nel “buildare” (che orrore di termine, scusate) progetti di grosse dimensioni

Come se non bastasse, la nuova versione aggiunge anche il supporto per lo sviluppo delle Instant App, così che tutti possano crearne una e non più solo un ristretto numero di sviluppatori scelti.

Per chi non lo sapesse, le Instant App sono un modo per provare ed usare un’applicazione senza doverla installare prima, scaricando solo la parte di codice strettamente necessaria alla funzione che ci occorre in un dato momento.

Android Profiler

Ne abbiamo già accennato sopra: nella versione 3.0 di Android Studio sarà incluso un tool per monitorare con estrema precisione le risorse che la nostra app userà, precisamente la CPU, la memoria e la rete.

Vi saranno indicati anche particolari eventi, come la pressione dei tasti e dello schermo o la sua rotazione, e come il sistema reagirà ad essi.

 Android Vitals

Sarà creata una classifica basata su ANR (cioè quando appare la finestra “app non risponde”), crash o rallentamenti (vengono richiesti i 60fps).

Le app che saranno in fondo a questa lista verranno notevolmente penalizzate nei risultati di ricerca e non verranno mostrate nelle app suggerite. Saranno quindi nascoste al grande pubblico.

Adaptive Icon Wizard

Android O ha lanciato le icone adattive, che potranno cambiare forma in base al dispositivo su cui saranno visualizzate. Il nuovo strumento “Adaptive Launcher Icon wizard” pensa proprio a questo: offrirà un’anteprima di come l’icona sarà visualizzata nelle varie forme disponibili.

Custom font scaricabili

Gli sviluppatori con Android O potranno scegliere autonomamente che fon utilizzare per la loro app, scaricandoli direttamente da Android Studio.

Kotlin

fun main(args : Array<String>) = print(“Hello world!”)

Kotlin è un linguaggio di programmazione annunciato nel 2011, ma la sua prima versione ufficiale è stata rilasciata solo l’anno scorso, dopo 5 anni di fatiche.

Se siete curiosi potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale di Kotlin, compresi tutorial e materiali di riferimento. Per sapere i suoi legami con lo sviluppo Android, invece, potete dare un’occhiata al blog ufficiale.

Ma perché scegliere Kotlin? Prima di tutto, affermano a Mountain View, questo linguaggio permette di sviluppare app in modo molto semplice e intuitivo, ma non meno importante, è compatibile al 100% con l’ambiente Android già presente e Java (essendo compilato nella sua 6 versione). Si possono mischiare a piacimento pezzi di codice di entrambi i linguaggi nello stesso progetto. Ci sarà anche la possibilità di tradurre del codice da Java a Kotlin e viceversa, in modo assolutamente automatico e senza sforzi per lo sviluppatore.

Inoltre, requisito essenziale per una vita longeva e fertile, è già presente una community attiva che apprezza Kotlin. Un linguaggio che nessuno parla può essere bello a piacimento, ma rimane come un soprammobile a prendere polvere.

Cambiamenti nelle API

Ovviamente, con un incremento del numero di API, Android ha aggiunto alcuni piccoli miglioramenti e funzioni in più.

Blocco sul Play Store

Ora è possibile far “scomparire” un’app dal Play Store se il dispositivo su cui la stiamo cercando non passa la certificazione Safetynet.

Simile insomma a come l’app Netflix non si possa trovare da un dispositivo con il root attivato.

Limiti all’accesso in background

Con Android O le app in background avranno un accesso ben più limitato ai servizi e le risorse del device, per ottimizzare la durata della batteria.

Ulteriori paletti saranno posti alle applicazioni che useranno la posizione, che ora potranno chiederla meno frequentemente se non saranno in primo piano. Ci sono stati dei piccoli cambiamenti nei metodi per le API che riguardano la posizione, quindi sviluppatore, ricordati di controllare se le tue app funzionano anche su O.

Ovviamente sono stati aggiunti anche tutti gli strumenti necessari per implementare le nuove funzioni di O, come le Notification Badges, l’autofill nei Web Form e la modalità Picture-In-Picture. Per maggiori informazioni su questo, vi rimandiamo alla pagina ufficiale per i gli sviluppatori Android.

Un grande grazie a Simone per l’aiuto!

Ti ricordiamo che GExperience è l’unico sito ad avere un gruppo dedicato con i propri lettori. Se anche tu vuoi entrare a farne parte e comunicare direttamente con noi ogni giorno, vai su Telegram e cerca @gexperienceit o fai un tap sull’icona a sinistra (da smartphone).

Se vi va commentate e non dimenticate di condividere l’articolo con i vostri amici e di lasciare un “mi piace” sull’ articolo, a voi costa poco e per noi significa tanto!
 
Stay Pure, Grow The Google Experience!

Luca Rossi Ferrari
Classe '94, genovese, studente di ingegneria informatica. Appassionato di videogiochi, Android e tecnologia