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Hacker “ruba” 100 milioni di dollari a Google e Facebook

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Il World Wide Web è diventato una “giungla” e può riservare brutte sorprese durante momenti di spensieratezza. Infatti, ormai malware, ransomware e tentativi di phishing sono all’ordine del giorno.

Nonostante esistano sempre più iniziative per sensibilizzare l’utenza riguardo a questi temi, la strada da percorrere è ancora molto lunga. E lo dimostra il fatto di oggi, dove a “cadere” nella “trappola” dei malintenzionati non è l’anziano di turno ma bensì due colossi del web come Google e Facebook. Ma andiamo con ordine.

Lo scorso mese, come riportato da CNET, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha accusato un uomo lituano, tale Evaldas Rimasauskasdi “gestire un sistema fraudolento di compromissione di posta elettronica aziendale che ha colpito due importanti società degli Stati Uniti d’America operanti principalmente sul web”.

Tuttavia, i nomi delle due società coinvolte non erano stati rivelati dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Ci hanno pensato, però, i collegi di Fortune a scoprire che le società interessate erano proprio Google e Facebook.

In particolare, Evaldas si sarebbe “sostituito” ad un importante produttore asiatico creando indirizzi di posta elettronica falsi apparentemente appartenenti a quest’ultimo. L’uomo avrebbe dunque fatto affari “regolarmente” con i due colossi del web. Il tutto per una cifra che si avvicina ai 100 milioni di dollari.

Le dichiarazioni di Google e Facebook

Google e Facebook hanno confermato la frode tramite due dichiarazioni che riportiamo di seguito.

Ecco quanto dichiarato da un portavoce di BigG:

“Abbiamo rilevato questa frode contro la nostra società e abbiamo avvistato tempestivamente le autorità. Abbiamo già ottenuto il rimborso e siamo contenti che questa questione si sia risolta.”

Ecco quanto dichiarato da un portavoce di Facebook ai colleghi di Fortune:

Facebook ha recuperato la maggior parte dei fondi poco dopo la brutta scoperta e ha collaborato con le forze dell’ordine nell’inchiesta già avviata.”

Insomma, una “rapina” dalle dimensioni epocali.

Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Stay pure, grow the Google Experience!

Andrea Zanettin