Success is very much the intersection of luck and hard work.

Il successo è l’unione tra la fortuna ed il duro lavoro.
(Dustin Moskovitz, ovvero: il co-fondatore di Facebook)

Bentornati, cari amici e care amiche di GE, all’editoriale di questa domenica. La settimana scorsa abbiamo parlato di un argomento davvero molto importante ed essenziale nella vita altamente tecnologica di oggi, abbiamo affrontato l’obsolescenza programmata.
Che si tratti di essere “costretti” ad acquistare un device, una lampada od un vestito nuovo, continuiamo imperterriti ed allibiti a fomentare l’industria, a credere in nuove tecnologie.

Ecco perchè oggi tratteremo di un ulteriore argomento che tange tutte le nostre vite, anche se indirettamente e non fisicamente, ogni giorno. Come avete potuto notare dal titolo, oggi parleremo di start-up, e lo faremo analizzando il mercato di casa nostra, e quello mondiale. Perchè si, in Italia amiamo la tecnologia, ma siamo anche consapevoli di non essere al passo con il resto del mondo.
O forse no?

[showad block=4]

Iniziamo con le basi: cos’è una start-up?

“Con il termine start-up si identifica una nuova impresa nelle forme di un’organizzazione temporanea o una società di capitali in cerca di un business model ripetibile e scalabile. Inizialmente il termine veniva usato unicamente per start-up operanti nel settore Internet o tecnologie dell’informazione. Oggi, con la crescente influenza del software, anche altri settori sono interessati dal fenomeno.” (Fonte: Wikipedia)

Da sempre l’essere umano ha cercato nuovi modi, e sempre più ottimizzati, di sfruttare le risorse presenti, cercando di limare, perfezionare ed upgradare il prodotto finale, rendendolo sempre più utile e facile nell’utilizzo nella propria quotidianità. Ed è esattamente questa la base del concetto di start-up: avere un’idea (più o meno innovativa e con capacità commerciale e di veloce realizzazione) e riuscire a convincere i consumatori ad acquistare. Cosa manca? Il soggetto che finanzia il progetto; e qui entra in gioco il mercato.

Il mercato delle start-up è regolato, ovviamente, dai finanziatori: grosse aziende cercano di sovvenzionare le giovani imprese che, per mancanza di liquidità, non riescono ad attuare la loro idea. Una mossa che pone la giovane start-up in una posizione di debito verso la multinazionale già affermata (abbiamo parecchi esempi di questo tipo, come questo), che spesso porta ad una acquisizione.

Esiste poi un’altra modalità di finanziamento, molto più democratica, popolare, di massa: il crowdfunding. Start-up e crowdfunding vanno spesso a braccetto, proprio perchè non si passa dal tramite: si parla direttamente al cuore ed alla coscienza del popolo, che decide (in base alla bravura di chi gli parla) di contribuire o meno all’ascesa della giovane impresa ad un futuro successo.

Sappiamo bene che la differenza di mentalità tra americani ed italiani è abissale, ma per certi versi queste discrepanze si stanno assottigliando: uno dei motivi di personale e collettiva fierezza verso il popolo e la nazione italiana è l’indiscussa tendenza a creare, inventare, innovare e rivoluzionare il modo di vedere una qualunque situazione. E questo, anche prima dell’avvento di Facchinetti Jr, di Davide Erba e di Stonex.

Ci sono progetti davvero incredibili su Internet: alcuni hanno raggiunto il budget richiesto, altri purtroppo (o per fortuna) no. Ecco una veloce carrellata, con relativa descrizione, di quelle più interessanti per quanto riguarda il mercato americano, pescate direttamente dalla piattaforma più conosciuta, Kickstarter!

  • BLOCKS: Il primo smartwatch modulare, personalizzabile in ogni aspetto e caratteristica!
  • HYPERCHARGE HUB: Il “centro di ricarica” più veloce al mondo. Tre volte più veloce di qualunque altro caricabatteria!
  • WAYLENS: Il sistema di informazioni in tempo reale per la vostra macchina!
  • KLIKR: L’oggetto che ti permette di controllare qualunque oggetto di casa direttamente dallo smartphone!
  • TRIVOLY: Trasforma qualunque orologio in uno smartwatch!

Questi sono solamente alcuni dei progetti più importanti a livello mondiale, e per quanto riguarda il Bel Paese?

Come dicevamo prima, la situazione è differente: vi sono progetti altamente innovativi che non sono stati posti sotto una buona luce, e per questo vengono spesso considerati di “Serie B”. Ma per quale motivo è così difficile creare una start-up di successo in Italia? Principalmente, per la burocrazia. Come per ogni altro aspetto del nostro Paese, anche le giovani imprese devono schiantarsi contro quel muro chiamato burocrazia.

calviziec
Quando la situazione è equivoca!

La burocrazia è dunque un ostacolo più arduo del previsto (se volete leggere gli articoli dedicati al Decreto Crescita 2.0 ed agli aspetti più tecnici, eccovi i link: PARTE IPARTE IIPARTE III), e non ci vogliamo certo occupare di politica e di legislazione, ma provare a dare una visione del concetto più ampio.

In questo anno di attività abbiamo incontrato, collaborato e cercato di spingere alcune di queste start-up italiane: parlo in particolare di XNOOVA e Chimpa (con sede a Piacenza, esperte nel settore informatico e di innovazione) ed AbracaLab, punto di riferimento per la grafica. Uno degli aspetti più positivi di queste nuove conoscenze è il comprendere lo spirito che sta dietro questi grandi progetti.

Un momento di attenzione

Carissimo lettore, come ben saprai, ogni domenica ti proponiamo un editoriale frutto degli sforzi di tutto il nostro team. Ogni appuntamento de “La domenica di GE” ha poi al suo interno una simpatica vignetta creata dagli amici di Abracalab, una squadra di talentuosi grafici in grado di realizzare fantastiche animazioni. Ebbene, poiché questi ragazzi ci aiutano in maniera totalmente gratuita, ci piacerebbe ripagare la loro cortesia promuovendo i loro bellissimi lavori. Per questo motivo, ti chiediamo di mettere un like alla loro pagina ufficiale.

Grazie per l’attenzione e buon proseguimento nella lettura!

Abbiamo rovistato su Eppela, il più grande sito di crowdfunding italiano, e queste sono le nostre scelte, per quanto riguarda l’innovazione made in Italy.

  • SUPER CANE MAGIC ZERO: Il video-game firmato Sio. Uno dei progetti he ha ottenuto più riscontro nel nostro Paese.
  • GET: Il bracciale smart che cambia il vostro modo di comunicare. Rispondete alle notifiche ed alle chiamate grazie alla conduzione ossea!
  • OVUMQUE: Il kit di domotica che rende smart i vostri oggetti domestici!

Qualunque forma di evoluzione tecnologica, sana e moderata, deve essere considerata innovazione, e deve essere disponibile a tutti. Con la consapevolezza che, di tanto in tanto, alcune idee sono peggiori di altre e che “gli imprenditori che hanno vero successo sono quelli che partono con un’idea ma sono pronti a cambiarla con il minimo preavviso.” (Jeremy Stoppelman, co-fondatore di Yelp)

La settimana scorsa vi abbiamo chiesto ogni quanto tempo cambiate il vostro smartphone e, come ci aspettavamo, la maggioranza (anche se non assoluta) ha risposto che il rinnovo avviene nel lasso di tempo compreso tra uno e due anni.

[socialpoll id=”2305881"]

Oggi vi domandiamo invece qual è, secondo la vostra opinione, il destino delle start-up italiane in campo tecnologico; ricordatevi che tutte le vostre opinioni (commenti compresi) sono davvero importanti: ci permettono di comprendere meglio la situazione tecnologica in Italia!

[s[socialpoll id=”2307604"]p>

Qual è la vostra opinione su questo argomento? Avete mai finanziato un progetto di una start-up? Fatecelo sapere con un commento, e non dimenticatevi di condividere questo articolo con i vostri amici e di lasciare un “mi piace” sui nostri social network: FacebookTwitterGoogle+ e TSU!

Stay pure, grow the Google Experience!

Sbanfio

Sbanfio
24 anni, parmigiano, studente di Scienze Politiche. Amo tutto ciò che è tecnologico e futuristico: Google ed i suoi progetti, Linux ed il suo formidabile kernel, gli OS "minori", ed infine i giovani che credono nei loro progetti e nel crowdfunding. Blogger, ma non solo: mi occupo anche delle questioni (più o meno) tecniche, di developing e di modding.