Carissimi Amici e Amiche, benvenuti al consueto emozionante appuntamento domenicale: la Domenica  il Lunedì di GE!

Oggi parliamo, come avrete intuito dal titolo, di quella cosa oscura e complicata, praticata dai nerd più smanettoni e senza una vita; quella cosa che alle case produttrici proprio non piace, e che invece gli utenti finali ritengono indispensabile: sì, parliamo del modding.

Partiamo dalla domanda base: che cosa si intende per modding? Magari tanti di voi lo sapranno già, ma per tutti coloro che non conoscono siti come questo, o che pensavano che le potenzialità del loro smartphone trovassero la loro massima espressione nel whatsappare, beh ecco una spiegazione di base. La parola modding è un termine di origine inglese (chi l’avrebbe mai detto?!) che non ha un significato preciso (è infatti parte del cosiddetto slang): con modding si indica la pratica di modificare alcune caratteristiche dei videogiochi, al fine di alterarne grafica e/o giocabilità; si intende anche il modificare, dal punto di vista estetico, il case di un computer; in ambito smartphone, con modding si intendono tutte quelle pratiche che vanno a modificare (sia in piccolo, sia profondamente) la natura del dispositivo stesso.

Stock-android-recovery-screenshot-mockup

Fatta questa (doverosa) premessa, possiamo cominciare.
La discussione di oggi nasce (ancora) dalla presentazione ufficiale di Android Marshmallow, avvenuta ormai 3 settimane fa.
Android Marshmallow, l’abbiamo detto più volte, sembra essere finalmente il sistema operativo che Google da sempre puntava a produrre: veloce, reattivo, Google-centrico, con un design caratteristico e a dir poco accattivante (le nuove animazioni sono una gioia per gli occhi) e esente, per quanto è possibile, da bug.
Marshmallow è il frutto di tanti, tantissimi anni di lavoro: a partire da Android 1.0, Google ha pian piano aggiunto funzionalità, caratteristiche, bugfix, ha aggiornato il design, fino ad ottenere quello che sembra essere, a tutti gli effetti, il prodotto finito. Dall’anno prossimo (e dalle parti di Mountain View lo sanno bene) bisognerà inventarsi qualcosa di nuovo, perché Android Nutella non potrà essere solo un miglioramento del precedente, come è accaduto finora. Ma questa, cari amici di GE, è un’altra storia.

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Oggi, si diceva, parliamo di modding, ovvero l’unica soluzione degli utenti per sopperire a tanti problemi, mancanze o difetti che il robottino verde ha avuto in questi anni, durante la sua maturazione. Il modding è nato insieme ad Android, che attirava in quegli anni gli ex utenti di Windows Mobile (e quindi smanettoni per natura), il modding è cresciuto insieme ad Android (con Ice Cream Sandwich abbiamo avuto un vero e proprio boom di ROM, tweak e modifiche per i vari dispositivi) e lo ha seguito finora. Ed è morto. Sì signori, quest’oggi il modding è morto.
Ne stiamo avendo sempre più dimostrazione, in questi ultimi anni; ne siamo la prova noi stessi utenti: al giorno d’oggi modificare un terminale, installare una recovery alternativa, flashare una ROM o fare il root al proprio telefono sono più un esercizio di stile che una vera e propria necessità.
Gli smartphone di oggi, se acquistati con criterio, funzionano tutti più che bene e offrono, già come sono, svariate funzioni; con Android 6.0 queste funzionalità, come dicevamo, sono state affinate ulteriormente, e al momento l’unica cosa che una rom custom può garantire di più rispetto a una stock è il theme engine. Tutto il resto è ormai disponibile tranquillamente di serie, senza root, e necessita al massimo il download di un’app dallo store.

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Un ringraziamento speciale ad Abraca Lab per la vignetta

Con queste premesse viene appunto facile pensare che la percentuale di dispositivi moddati sia in forte calo rispetto a qualche anno fa; ma pensieri e supposizioni non ci possono bastare: abbiamo bisogno di dati.

Abbiamo quindi effettuato qualche sondaggio, interno a noi membri dello staff di GE, per cercare di capire come stanno le cose. I risultati sono in linea con le aspettative: nonostante praticamente tutti siano utenti Android da molto tempo, e siano relativamente esperti nel comparto modding (il nostro highlander è Sbanfio, che ha esordito con Android 1.6 Donut (!), emulato su un Xperia X1, “smartphone” che di serie montava Windows Mobile 6.1) nonostante questo, dicevamo, la maggior parte di noi preferisce oggi tenere sul proprio smartphone una rom stock piuttosto che qualcosa di cucinato, e nessuno al momento monta firmware cinesi come MIUI o FlyMe, che solo fino a qualche anno fa erano molto apprezzate.

Sia chiaro, il modding rimane sempre qualcosa di divertente da praticare, magari a tempo perso o per sperimentazione, ma è evidente quanto abbia perso quell’ appeal che qualche anno fa aveva.

La settimana scorsa vi avevamo chiesto cosa vi avesse colpito di più dell’evento Google del 29 settembre: la maggioranza, trovandoci ampiamente d’accordo, ha risposto il nuovo Nexus 6P. Al secondo posto troviamo invece il nuovo convertibile Pixel C. Speriamo che Google non deluda le nostre aspettative!

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Veniamo ora al sondaggio di oggi: a fronte di quanto detto, preferite preferite uno smartphone totalmente stock o vi piace moddarlo? Rispondete qui sotto!

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Ma ora è il momento di allargare il nostro sondaggio, rivolgendolo anche a voi lettori: dite la vostra, e raccontateci la vostra esperienza nei commenti! Stay Pure!

Alessandro Beldi

Alessandro Beldi
Studente in giornalismo, appassionato da sempre di tecnologia. Possiedo un Nexus 5 che smanetto da mattino a sera. Ho anche una grande passione per Tolkien e i fantasy in generale! :D